ASSEMBLEA E RIPARTIZIONE SPESE

Come si ripartisce la quota a millesimi ?

La norma tecnica italiana attualmente in vigore, la UNI 10200:2005, definisce la ripartizione della quota a millesimi tra le unità immobiliari secondo la tabella millesimale costruita per potenza termica installata (potenza dei radiatori installati in ciascuna alloggio) e non la tabella millesimale riscaldamento redatta secondo i mc.

Qual è la percentuale di spesa da imputare a millesimi ?

La precedente norma italiana e altri stati Europei prevedono una quota dal 20% al 50%. La norma tecnica italiana attualmente in vigore, la UNI 10200:2005, prevede che la quota fissa sia la parte di spesa gestionale (conduzione caldaia e servizio di contabilizzazione) e la quota energetica derivante dalle dispersioni delle rete di distribuzione del condominio, determinata da un tecnico abilitato.

Quanto si risparmia con la contabilizzazione e termoregolazione ?

Al livello condominiale si ha un risparmio medio dal 15% al 25% il primo anno e un ulteriore 5% o 8% il secondo. Al livello individuale, l’applicazione di un diverso criterio di riparto basato sugli effettivi consumi e “non a millesimi”, produrrà un risparmio consistente a coloro che prelevano meno calore dai radiatori e/o che hanno una bassa potenza installata.

Quale maggiornanza in assemblea ?

In base al comma 5 art.26 L.10/91 per le innovazioni relative all’adozione di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore e per il conseguente riparto degli oneri di riscaldamento in base al consumo effettivamente registrato, l’assemblea di condominio valida decide a maggioranza “dei presenti”, in deroga agli articoli 1120 e 1136 del Codice Civile.

Valvole e ripartitori vanno installati su tutti i radiatori dell’unità immobiliare ?

Si, è necessario che il condomino possa impostare la temperatura desiderata su tutti i radiatori e, di conseguenza, paghi gli effettivi consumi. Lo richiede la norma di riferimento.

 

VALVOLA TERMOSTATICA

Perchè il calorifero è metà caldo e metà freddo ?

In assenza di valvole termostatiche nel radiatore circola una grande quantità di acqua e la cessione di calore del radiatore verso l’ambiente non consente il raffreddamento del liquido. Tecnicamente si dice che il radiatore lavora ad alte portate di fluido e basse differenze di temperatura tra mandata e ritorno.

In presenza di valvola termostatica, essa regola la temperatura nell’ambiente attraverso la parzializzazione del passaggio dell’acqua nel radiatore: fa passare solo il liquido necessario a mantenere il confort impostato sulla scala graduata (es. 20 °C). Tecnicamente si dice che il radiatore lavora a basse portate di fluido e alte differenze di temperatura tra mandata e ritorno.

Questo provoca la “stratificazione termica”, ossia l’acqua più calda rimane nella zona alta del radiatore, l’acqua che ha ceduto il calore, quella fredda, nella zona bassa. Questo effetto, quindi, identifica il corretto funzionamento delle valvole termostatiche.

 

Con la manopola della valvola sulla “posizione 3” perché non raggiungo una temperatura di 20 °C nella stanza ?

La valvola termostatica possiede un sensore collocato nella manopola graduata che è sensibile alla temperatura ambiente. Pertanto, in caso di accumulo di calore attorno al sensore per diverse cause (mensola, copri termo, tendaggi pesanti, indumenti posti sopra) il sensore misura una temperatura diversa della stanza e riduce l’afflusso di acqua calda nel radiatore. Quindi, è necessario liberare completamente il sensore o richiedere il montaggio della valvola termostatica con sensore esterno.

 

Per risparmiare devo abbassare ogni volta che esco di casa la valvola (es. dalla posizione  3 alla posizione 1) ?

Non si ottiene nessun risparmio modificando nell’arco della giornata l’impostazione della valvola, perchè il reintegro del calore per effetto della riduzione della temperatura nell’arco della giornata è costoso dal punto di vista energitico. Una volta deciso e accettato il livello di confort in ogni locale, bisogna lasciare la manopla della valvola nella medesima posizione.
Solo in caso di assenze prolungate (es. una settimana) abbassare l’impostazione della valvola.

 

In estate, ad impianto spento, in che posizione devo lasciare il comando della valvola termostatica ?

Ad impianto di riscaldamento spento, si consiglia di aprire al massimo (posizione 5) il comando della valvola termostatica per evitare che la guarnizione interna possa bloccarsi.


RIPARTITORE

Quale unità di misura è associata agli scatti dei ripartitori ?

I ripartitori sono realizzati secondo una norma UNI EN 834, la quale chiarisce che i conteggi dei ripartitori sono proporzionali all’energia emessa dai radiatori, sotto specifiche condizioni di funzionamento. Pertanto, l’unità di ripartizione (lo scatto) è adimensionale.

L’equità nella ripartizione è garantita dal fatto che tutti i ripartitori devono essere della stessa marca e modello (quindi alta ripetibilità della misura) e installati con le medesime regole, secondo la norma UNI di riferimento.

Qual è la differenza tra ripartitore a due sensori ed ad un sensore ?

Il ripartitore effettua il conteggio del consumo attraverso il rilievo della differenza tra la temperatura media del radiatore e la temperatura dell’ambiente. Nel caso di procedimento ad un sensore, il ripartitore rileva la temperatura superficiale del radiatore e considera fissa a 20°C la temperatura ambiente. Il ripartitore a sue sensori, oltre a rilevare la temperatura superficiale del radiatore, rileva anche la temperatura dell’aria. Il ripartitore GIUSTO è a due sensori, ma commuta automaticamente al funzionamento ad un sensore quando la temperatura ambiente è falsata per diversi motivi (copri termo, indumenti appoggiati sopra, tentativo di manomissione, ecc).


I ripartitori si possono manomettere ?

I ripartitori sono costruiti con diverse protezioni per la manomissione. Il sistema di fissaggio prevede un sigillo ed elementi studiati per l’antimanomissione. In caso di forzatura, oltre ad avere segni evidenti del sigillo rotto, il sistema memorizza la data e l’ora dell’apertura. Anche il software si accorge di condizioni particolari di funzionamento, come l’accumulo interno di calore, ed avvia delle procedure di protezione.


Quanto sono frequenti e intense le emissioni radio ?

Il sistema radio del ripartitore Giusto è normalmente spento ed emette solo quando l’operatore  effettua la lettura dal vano scala (da una a tre volte l’anno). Durante la lettura il ripartitore emette con una intensità più di 100 volte inferiore ad un telefono cellulare (10 mW per meno di un secondo).

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